PUBBLICO IMPIEGO

Nell’ambito del pubblico impiego non contrattualizzato, lo Studio fornisce consulenza e assistenza legale

  • al personale militare e delle Forze di polizia
  • al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, escluso il personale volontario
  • al personale della carriera dirigenziale penitenziaria
  • ai professori e ricercatori universitari

PERSONALE MILITARE E DELLE FORZE DI POLIZIA

Lo Studio si occupa nello specifico di tutte le questioni inerenti al rapporto di lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni del comparto Difesa e Sicurezza.

Il personale dipendente delle Forze di polizia e delle Forze armate può richiedere consulenza e assistenza legale per questioni relative a:

  • accesso ai ruoli a seguito di concorsi pubblici
  • avanzamenti di carriera e concorsi interni
  • trasferimenti a domanda e d’ufficio
  • demansionamento, impiego in mansioni superiori, mobbing
  • procedimenti disciplinari
  • infermità dipendenti da causa di servizio
  • riconoscimento dell’equo indennizzo
  • riconoscimento della pensione privilegiata
  • riconoscimento delle indennità previste per le vittime del dovere
  • cessazione anticipata del servizio

vedi elenco completo

PERSONALE MILITARE – SANZIONI DISCIPLINARI

Lo Studio fornisce consulenza e assistenza legale al personale militare sottoposto a procedimento disciplinare, nel caso di sanzioni disciplinari di stato e di corpo :

sanzioni disciplinari di stato

  • sospensione disciplinare dall’impiego da uno a dodici mesi
  • sospensione disciplinare dalle funzioni del grado da uno a dodici mesi
  • cessazione dalla ferma o dalla rafferma per grave mancanza disciplinare o grave inadempienza ai doveri del militare
  • perdita del grado per rimozione

Sanzioni militari di corpo

  • richiamo
  • rimprovero
  • consegna
  • consegna di rigore

IN EVIDENZA

Esclusione dal concorso per l’accesso al Corpo di polizia penitenziaria per la presenza di un tatuaggio su parte del corpo non coperta dall’uniforme

Con sentenza 1 dicembre 2020, n. 7620, il Consiglio di Stato, Sezione Quarta, ha precisato che la disciplina applicabile alle procedure concorsuali per l’accesso alla Polizia penitenziaria si differenzia rispetto a quella riferita alle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della Polizia di Stato e ha pertanto dichiarato la illegittimità, per difetto di motivazione, dell’esclusione di un candidato dal prosieguo della procedura concorsuale in ragione della presenza di un tatuaggio su parte del corpo non coperta dall’uniforme.

 

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