Prova di idoneità, con valore di esame di Stato abilitante, finalizzata al conseguimento della qualifica di restauratore di beni culturali

 

In base alla disciplina transitoria prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, la qualifica di restauratore di beni culturali può essere acquisita anche “previo superamento di una prova di idoneità con valore di esame di Stato abilitante”, secondo le modalità stabilite dal relativo Regolamento.

La prova di idoneità è destinata

  • a coloro i quali abbiano acquisito la qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali ai sensi del comma 1-sexies dell’articolo 182 del d. lgs. 42/2004
  • a coloro i quali abbiano conseguito la laurea o il diploma accademico di primo livello in Restauro delle accademie di belle arti, nonché la laurea specialistica o magistrale ovvero il diploma accademico di secondo livello in Restauro delle accademie di belle arti, corrispondenti ai titoli previsti nella tabella 1 dell’allegato B del d. lgs. 42/2004, attraverso un percorso di studi della durata complessiva di almeno cinque anni.

Stando al Regolamento, le due distinte prove di idoneità saranno indette con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» e sul sito internet istituzionale del Ministero per i beni e le attività culturali. La domanda di partecipazione dovrà essere presentata entro i successivi sessanta giorni.

Tuttavia, alcun termine è stato previsto per l’adozione del decreto interministeriale, per cui non è dato sapere quando le prove di idoneità potranno effettivamente svolgersi.

Se al già grave ritardo nell’adozione del Regolamento, avvenuta solo a seguito dell’intervento di un commissario ad acta nominato dal T.A.R. per il Lazio, si aggiunge quello a tutt’oggi perdurante per l’adozione degli atti prodromici allo svolgimento delle prove, il pregiudizio subito dagli interessati appare di tutta evidenza, essendo allo stato preclusa ogni possibilità di acquisire la qualifica professionale di restauratore di beni culturali in forza della richiamata disciplina transitoria.

Per tale motivo, la questione è stata sottoposta all’attenzione di questo Studio Legale, che sta valutando la possibilità di una iniziativa collettiva in favore degli interessati.

Tale iniziativa è riservata a chi è in possesso della qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali conseguita ai sensi dell’articolo 182, comma 1-sexies, del decreto legislativo 42/2004 ed è subordinata al raggiungimento di un adeguato numero di partecipanti.

L’interesse ad aderire può essere manifestato compilando e inviando telematicamente il sottostante modulo dati.

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