Forze armate

Lo Studio è in grado di fornire assistenza legale qualificata al personale militare impiegato nelle organizzazioni delle Forze armate per tutte le questioni connesse al rapporto di servizio o di impiego.

Con particolare riguardo alle questioni concernenti l’arruolamento, il trattamento economico, previdenziale e assistenziale, le destinazioni presso le sedi di servizio e i trasferimenti, le progressioni di carriera e le nomine, le indennità, le ricompense, i procedimenti disciplinari e quant’altro possa inerire al rapporto con l’Amministrazione di appartenenza, l’assistenza è fornita a tutto il personale dipendente, anche in quiescenza.

 

 

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    Attività

    Procedimenti disciplinari

    L’inosservanza accertata di qualsiasi dovere connesso con il particolare status di militare comporta l’applicazione di sanzioni civili, penali, amministrative e/o disciplinari.

    Tali sanzioni non si escludono a vicenda, in quanto esplicano la propria azione in ambiti differenti, tutelando interessi giuridici diversi.

    Può quindi ben essere sanzionato, nell’ambito amministrativo, un comportamento per il quale sia stata già inflitta una sanzione in sede penale; in particolare, le sanzioni disciplinari militari ineriscono a quel genere di responsabilità derivante dall’inosservanza delle norme attinenti allo stato di militare in relazione ai compiti istituzionali delle Forze Armate.

    Secondo l’art. 1346 del Codice dell’ordinamento militare (d. lgs. 66/2010), la disciplina militare costituisce regola fondamentale per i cittadini alle armi, quale principale fattore di coesione e di efficienza.

    I militari sono tenuti all’osservanza delle norme attinenti al proprio status in relazione ai compiti istituzionali delle Forze Armate e alle esigenze che ne derivano. Per disciplina militare si intende, dunque, quell’insieme inscindibile di norme che stabiliscono doveri di comportamento e sanzioni finalizzate ad assicurare la realizzazione di tali doveri.

    Per il conseguimento e il mantenimento della disciplina vengono determinate le posizioni reciproche del superiore e dell’inferiore, le loro funzioni, i loro compiti e le loro responsabilità.

    Da ciò discendono il principio di gerarchia e, quindi, il rapporto di subordinazione e il dovere dell’obbedienza.

    Il Militare deve osservare, con senso di responsabilità e consapevole partecipazione, tutte le norme attinenti alla disciplina e ai rapporti gerarchici, costituendo infrazione disciplinare qualunque azione, manifestazione, atteggiamento che sia incompatibile con i principi e i doveri che debbono informare la vita degli appartenenti agli ordinamenti militari.

    All’applicazione delle sanzioni disciplinari si fa luogo, previo accertamento delle responsabilità, nel contesto di apposito procedimento.

    Lo Studio assiste i militari nei cui confronti sia stato avviato un procedimento disciplinare (assistenza stragiudiziale in sede procedimentale) ovvero che siano destinatari di provvedimenti disciplinari di stato o di corpo (assistenza giudiziale).

    Assistenza e previdenza

    Dipendenza di lesioni o infermità da causa di servizio

    Il militare che abbia subito lesioni o contratto infermità o subito aggravamenti di infermità o lesioni preesistenti, ovvero l’avente diritto in caso di morte del dipendente, può fare accertare l’eventuale dipendenza da causa di servizio presentando domanda scritta all’ufficio o comando presso il quale presta servizio.

    Fatto salvo il trattamento pensionistico di privilegio, la domanda, ai fini della concessione dei benefici previsti dalla normativa vigente, deve essere presentata entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso o da quella in cui ha avuto conoscenza dell’infermità o della lesione o dell’aggravamento.

    Tale previsione si applica anche quando la menomazione dell’integrità fisica si manifesta dopo la cessazione del rapporto d’impiego.

    Equo indennizzo

    La presentazione della richiesta di equo indennizzo può essere successiva o contestuale alla domanda di riconoscimento di causa di servizio ovvero può essere prodotta nel corso del procedimento di riconoscimento di causa di servizio, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della comunicazione relativa alla trasmissione degli atti al Comitato di verifica per le cause di servizio; in quest’ultimo caso il procedimento si estende anche alla definizione della richiesta di equo indennizzo.

    La richiesta di equo indennizzo deve riguardare la morte o una menomazione dell’integrità fisica o psichica o sensoriale ascrivibile ad una delle categorie di cui alla tabella A o alla tabella B annesse al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive modificazioni. La menomazione conseguente ad infermità o lesione non prevista in dette tabelle è indennizzabile solo nel caso in cui essa sia da ritenersi equivalente ad alcuna di quelle contemplate nelle tabelle stesse. La richiesta di equo indennizzo può essere proposta dagli eredi del dipendente deceduto, anche se pensionato, entro sei mesi dal decesso.

    In ogni caso, la richiesta di equo indennizzo, fatto salvo quanto sopra, deve essere presentata non oltre il termine di sei mesi dalla data di notifica o comunicazione del provvedimento di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità o lesione, da cui sia derivata una menomazione ascrivibile alle tabelle di cui sopra, ovvero da quando si è verificata la menomazione in conseguenza dell’infermità o lesione già riconosciuta dipendente da causa di servizio.

    Pensione privilegiata

    Il dipendente statale che per infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio abbia subito menomazioni dell’integrità personale ascrivibili a una delle categorie della tabella A annessa alla legge 18 marzo 1968, n. 313, ha diritto alla pensione privilegiata qualora dette menomazioni lo abbiano reso inabile al servizio.

    Le infermità o le lesioni si considerano dipendenti da fatti di servizio solo quando questi ne sono stati causa ovvero concausa efficiente e determinante.

    In materia di riconoscimento della dipendenza delle infermità o lesioni da causa di servizio, di equo indennizzo e di trattamento pensionistico di privilegio, lo Studio è in grado di fornire tutta l’assistenza necessaria, in sede sia procedimentale che giurisdizionale.

    Vittime del dovere

    Ai sensi della normativa vigente, sono in genere considerati vittime del dovere i dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subito un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:

    a) nel contrasto ad ogni tipo di criminalità

    b) nello svolgimento di servizi di ordine pubblico

    c) nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari

    d) in operazioni di soccorso

    e) in attività di tutela della pubblica incolumità

    f) a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.

    A questi sono equiparati i soggetti che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative.

    Nell’ambito delle Forze armate dello Stato, sono in particolare considerati vittime del dovere i militari, in servizio di ordine pubblico o di soccorso, i quali, in attività di servizio, per diretto effetto di ferite o lesioni subite in circostanze e condizioni particolari, abbiano riportato una invalidità permanente non inferiore all’80 per cento della capacità lavorativa o che comporti, comunque, la cessazione del rapporto d’impiego.

    A tali soggetti e ai loro familiari sono riconosciuti i benefici e le provvidenze previsti dalla legge.

    Lo Studio fornisce assistenza in materia sia per la disamina di questioni specifiche che per la proposizione di azioni giudiziarie.