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PUBBLICO IMPIEGO

Diritto alla maggiorazione della r.i.a.

 

Con sentenza 11 gennaio 2024, n. 4, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 51, comma 3, della legge n. 388 del 2000 (Legge finanziaria per il 2001), che escludeva che la proroga al 31 dicembre 1993 dei contratti di comparto vigenti fino al 1990 riguardasse anche il termine utile per la maturazione dell’anzianità di servizio ai fini dell’ottenimento della maggiorazione della RIA.

Poiché i benefici della pronuncia si estendono anche ai dipendenti che finora non hanno posto in essere alcuna azione per il riconoscimento del diritto alle maggiorazioni della RIA, seppur limitatamente ad alcuni dipendenti pubblici, si indicano di seguito i possibili beneficiari.

 

PERSONALE IN SERVIZIO

  • dipendenti civili non dirigenti e operai delle amministrazioni appartenenti al comparto Ministeri destinatari dell’assegno perequativo pensionabile di cui alla legge di cui alla legge 15 novembre 1973, n. 734. A detto personale che abbia maturato specifici requisiti da verificare compete una maggiorazione della retribuzione individuale di anzianità individuata in determinate misure annue lorde, che sono raddoppiate e quadruplicate nei confronti del personale che abbia maturato dieci o venti anni di servizio.

Più precisamente, ove in possesso dei requisiti di legge, hanno diritto al recupero delle maggiorazioni i dipendenti delle seguenti amministrazioni:

      • Ministero degli Esteri
      • Ministero dell’Interno (escluso il personale della Polizia di Stato)
      • Ministero della Giustizia
      • Ministero della Difesa
      • Ministero della Salute
      • Ministero del Made in Italy
      • Ministero del Lavoro e delle politiche sociali
      • Agenzia del demanio
      • Agenzia delle dogane
      • Agenzia delle entrate
  • appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco ancora in servizio che abbiano maturato specifici requisiti. A detto personale competono determinati importi annui che sono raddoppiati nel caso di dieci anni di anzianità, triplicati per quindici anni di anzianità e quadruplicati per venti anni di anzianità

 

PERSONALE IN QUIESCENZA

Ove già in pensione, potranno richiedere la rimodulazione del proprio trattamento pensionistico, sempreché siano cessati dal servizio da meno di cinque anni:

  • i pensionati non dirigenti, ex dipendenti dei Ministeri e delle Agenzie fiscali sopra indicati o del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in possesso di determinati requisiti
  • i pensionati non dirigenti, ex dipendenti di Enti pubblici non economici (INPS, INAIL, Enti Parco nazionali, Croce Rossa ecc.), in possesso di determinati requisiti

 

Lo Studio assiste gli interessati dalla fase di consulenza, necessaria a verificare la singola posizione e le probabilità di ottenere il beneficio economico, alla presentazione del ricorso e all’esecuzione della sentenza definitiva.

 

Per la valutazione preliminare compilare il sottostante MODULO DI CONTATTO