La soppressione del C.F.S.

Il decreto legislativo n. 177 del 2016 si inserisce nel quadro di un complessivo disegno di riorganizzazione dell’amministrazione centrale e periferica dello Stato, previsto dalla Legge delega 7 agosto 2015, n. 124 “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”. L’intervento attua una parte della delega prevista dall’art. 8, comma 1, lett. a) di tale legge, nel punto in cui si prevede la razionalizzazione delle funzioni di polizia, la gestione associata dei servizi strumentali e l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato in altra forza di polizia.

Il processo di trasferimento delle funzioni e del personale del CFS, ha evidenziato l’esigenza di apportare alcuni correttivi e integrazioni per la disciplina transitoria di alcuni profili e per chiarire l’assetto di alcune funzioni trasferite, a tal fine è stato emanato il Decreto legislativo 228/2017, previamente sottoposta all’esame delle competenti commissioni parlamentari.

Con riferimento in particolare alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato all’interno dell’Arma dei Carabinieri il decreto interviene in maniera più incisiva con riferimento alle funzioni di polizia ambientale e agroalimentare, andando oltre il mero riordino delle competenze e prevedendo, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’attribuzione all’Arma di tutte le funzioni, il personale, le risorse logistiche, strumentali e finanziarie. Contestualmente sono garantiti gli attuali livelli di presidio del territorio e salvaguardate le professionalità esistenti all’interno del Corpo forestale. Alcune competenze sono peraltro assegnate, secondo un criterio di affinità con le rispettive attribuzioni istituzionali, al Corpo dei vigili del fuoco (lotta attiva contro gli incendi boschivi e loro spegnimento con mezzi aerei – art. 9), alla Polizia di Stato (ordine e sicurezza pubblica e contrasto della criminalità organizzata in ambito interforze – art. 10) e al Corpo della guardia di finanza (soccorso in montagna, sorveglianza delle acque marine confinanti con le aree naturali protette e controllo doganale in materia di commercio illegale della flora e della fauna in via di estinzione – art. 10). Sono altresì escluse dal trasferimento di competenze all’Arma dei carabinieri alcune attività di natura amministrativa, tra cui la rappresentanza e la tutela degli interessi forestali nazionali in sede comunitaria e internazionale e il raccordo con le politiche forestali regionali, cui provvederà il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Nella relazione illustrativa allo schema di decreto legislativo sottoposto all’esame parlamentare l l’Arma dei carabinieri veniva individuata come quella, tra le forze di polizia, funzionalmente più idonea ad assorbire il Corpo forestale e a consentire la piena attuazione del principio di delega sul riordino delle funzioni in materia ambientale e agroalimentare. Dal punto di vista organizzativo, infatti, l’Arma dei Carabinieri è la forza di polizia che presenta una capillare diffusione di presidi sul territorio. Anche dal punto di vista operativo essa garantisce la tutela agroambientale, in considerazione delle competenze specifiche sviluppate dai Carabinieri, con reparti specializzati come i NAC (Nuclei antifrodi Carabinieri), i NOE (Nuclei operativi ecologici) e i NAS (Nuclei antisofisticazioni e sanità), in materia di antisofisticazione alimentare, salute e illeciti ambientali. Le funzioni di polizia ambientale e agroalimentare, già svolte dal Corpo forestale, sono assolte dall’ “Organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare” all’interno dell’Arma dei carabinieri che, sarà posta anche alle dipendenze funzionali del MIPAAF e di essa potrà avvalersi anche il Ministero dell’ambiente.

A capo di tale organizzazione è  posto un generale del “ruolo normale” dei Carabinieri e non un generale appartenente all’istituendo “ruolo forestale”, il quale svolgerà l’incarico di Vice comandante. Tuttavia, fino al completamento delle procedure di assorbimento, il Capo del Corpo forestale continuerà ad esercitare le proprie funzioni.

Il transito è disposto tuttavia su base volontaria, anche perché ad esso consegue l’assunzione dello status di militare che caratterizza l’Arma dei carabinieri. Alla condizione giuridica di militare sono infatti connesse limitazioni di alcuni diritti costituzionalmente garantiti, quali lo sciopero e la costituzione o adesione ad associazioni di carattere sindacale (sostituite da organismi interni di rappresentanza, eletti dai militari).

Al fine di limitare il rischio di una riduzione del presidio territoriale, il provvedimento introduce pertanto meccanismi volti ad “indirizzare” il passaggio nell’Arma dei carabinieri e nelle altre amministrazioni destinatarie delle funzioni del Corpo forestale. Da un lato, viene offerto il mantenimento della sede di servizio, compatibilmente con il nuovo assetto organizzativo. Dall’altro, è garantita la permanenza nel c.d. “comparto sicurezza/difesa”, cui sono connesse prerogative giuridiche ed economiche in ragione della specificità ad esso espressamente riconosciuta dalla legge (progressione di carriera, trattamento economico e pensionistico, ecc.). Anche gli avanzamenti nel grado e le età pensionabili sono salvaguardati rispettando i criteri attualmente esistenti.

Il personale può comunque chiedere di essere assegnato ad altra amministrazione statale rispetto a quella che sarà individuata con provvedimento del Capo del Corpo forestale dello Stato. È tuttavia previsto un meccanismo per limitare la flessibilità della procedura di transito. In caso di esito sfavorevole di tale domanda e di mancata ricollocazione entro la data del 31 dicembre 2016, il personale che non intenda rimanere assegnato all’amministrazione di destinazione cessa di appartenere al comparto sicurezza/difesa e nei suoi confronti si applicheranno le disposizioni relative al collocamento in disponibilità (art. 33, comma 8, del D.Lgs. n. 165/2001). In una prima fase transitoria è prevista l’istituzione di appositi “ruoli forestali” per ogni categoria di personale dell’Arma dei carabinieri (ufficiali, ispettori, sovrintendenti, appuntati e carabinieri) cui competerà la tutela forestale, ambientale e agroalimentare. In tali ruoli inizialmente confluirà il personale del Corpo forestale dello Stato, inquadrato secondo tabelle di corrispondenza con i gradi militari. A regime è prevista la costituzione di un apposito ruolo unicamente per il personale dirigente e direttivo (“ruolo forestale degli ufficiali dell’Arma dei carabinieri”), mentre per le restanti unità sono previste “specializzazioni” all’interno degli ordinari ruoli dei carabinieri. Tale personale sarà appositamente reclutato e formato, in modo da garantire un elevato livello professionale nel settore della tutela ambientale, forestale e agroalimentare e con il vincolo di impiego almeno decennale nella relativa specializzazione.

Per effetto dell’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei carabinieri sono previsti risparmi significativi sul fronte delle spese per strutture immobiliari (a regime, circa 12,2 milioni di euro). Entro due anni dall’entrata in vigore del decreto è infatti prevista la possibilità di recedere (anche in deroga alle eventuali clausole difformi previste contrattualmente) dai contratti di locazione relativi a presidi giudicati non più confacenti agli scopi istituzionali. Devono però considerarsi anche i costi iniziali riferibili alle attività di integrazione e omogeneizzazione tra le due amministrazioni (1,45 milioni di euro, per il solo anno 2017).

Si segnala che a seguito della riforma sono state presentate tre proposte di legge.

Le proposte di legge A.C. 1057 Benedetti e altri e A.C. 1610 Luca De Carlo e altri sono volte, pur con una diversa tecnica legislativa, alla sostanziale ricostituzione del Corpo forestale dello Stato. La proposta di legge A.C. 1670 Maurizio Cattoi ed altri è finalizzata all’istituzione di un ufficio di Polizia forestale presso il Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, cui confluisca il personale dell’ex Corpo forestale.

 

Fonte: Camera dei Deputati